venerdì 21 novembre 2014

Musica per gatti

I gatti amano la musica – purché segua il ritmo del battito del loro cuore (110-140 al minuto) e con frequenze simili ai miagolii.
Così sostiene vanityfair.

Su musicforcats.com si trovano brani che, in teoria, gli piacciono.
Dopo averne ascoltato un paio, mi sento di dire mooolto in teoria.

Poi ci sono i gatti cantanti, però sono pochissimi. Eccone uno:

giovedì 20 novembre 2014

Un bel tacer non fu mai scritto

Gualtiero Marchesi: "Carlo Cracco? Ho mangiato da lui per i miei 80 anni. Come cucina? Non mi ricordo...".

Purtroppo io, invece, ricordo quel che lui ha cucinato fatto, ospite, da Benedetta Parodi: ha siringato con il succo di pomodoro una mozzarella di bufala. Dopodiché, deposta la siringa, ha avuto pure il coraggio di dire che il piatto era pronto.
Vedere per credere, al minuto 12:54:



Fossi stata io la Parodi, prima gli facevo una pernacchia, poi gli ridevo in faccia. E, infine, lo mandavo a petenà i gajn (*).

(*) in milanese: pettinare le galline

mercoledì 19 novembre 2014

TIR art

Ogni giorno qui arrivano una ventina di camion, chi per scaricare, chi per caricare.
La fantasia, e il cattivo gusto, degli autisti riguardo la "decorazione" della cabina dei propri automezzi è notevole: c'è chi ha dei disegni (si va da Padre Pio a improbabili guerriere seminude, per tacer dei delfini volanti) che ricoprono totalmente l'esterno dell'abitacolo; chi ama follemente le tendine con le nappine e le esibisce sul davanti (tipo mantovana) e ai lati dei finestrini (tipo cucina di chalet svizzero); chi espone cartelli (a led luminosi) con il proprio nome/nickname e/o quello della morosa e/o dei figli, intervallati da cuoricini lampeggianti.
Tutta roba costosa.
Quelli che vogliono risparmiare appendono all'interno pupazzetti, strisce con su i colori e i nomi delle amate squadre di calcio e cazzilli vari.
Ieri, sul piazzale c'era questo:


Quando l'ho visto, non sapevo se ridere o piangere.
Un collega ha interrogato l'autista in merito, risposta: Pepè songh'io!
Ah, be', allora...

martedì 18 novembre 2014

Dopo Expo

Titola "La Stampa": Deserta l’asta per il dopo-Expo. Nessuna offerta per rilevare il milione di metri cubi che ospiterà l’evento. L’incubo di una cattedrale nel deserto e di un futuro di degrado.
Tranquilli, è già tutto programmato: l'area sarà venduta a prezzi stracciati, quelli che i costruttori hanno deciso di pagare.
Mandar deserta una gara è un ottimo (l'unico) sistema per far abbassare i prezzi richiesti.
Ovviamente bisogna che i costruttori siano tutti d'accordo.
Ah, altrettanto ovviamente, quello che il "Pubblico" ci smenerà su 'sta cosa lo pagheremo noi cittadini.


lunedì 17 novembre 2014

Chissà perché...

Ho notato che, se siamo in confidenza, cioè ci diamo del tu, quando mi telefonano, sia sul lavoro che a casa, tutti gli individui di sesso maschile non dicono mai il loro nome ma si limitano a un bel ciao!, e a me tocca indovinare chi è. Il che è molto irritante e pure, spesso, imbarazzante, nel senso che mica gli posso dire "chi cacchio sei?" e quindi devo arrampicarmi sui vetri per collegare la voce alla persona.

Altra cosa, questa però della stragrande maggioranza (spannometricamente, direi il 90%) di maschi e femmine: in una e-mail di lavoro, il mittente risulta essere solo nome e cognome, la società non viene indicata.
Ora, che ne so io da chi arriva il messaggio se ad Outlook risulta che lo manda "Maria Bianchi" o "Roberto Rossi"?
Il mio primo istinto è clickare su elimina, poi - a malincuore, lo ammetto, ma devo - invece clicko il tastro destro del mouse sul mittente, poi "dettagli" per sapere da chi arriva.
Il che non mi bendispone verso colui/lei che ha scritto.

Non capisco questi comportamenti, sarà egocentrismo? eccesso di autostima?  ignoranza? maleducazione? Boh.


venerdì 14 novembre 2014

Pessima epigona di Piero Angela

Tale Lara si è inventata "Tette per la Scienza", microblog dove, dice lei, fa "divulgazione", cioè pubblica foto di seni e natiche femminili con, accanto, un cartello riportante nozioni o curiosità scientifiche.

Due considerazioni:
1) stante le immagini, Lara vuol "divulgare" (ha ha ha ha) solo ai maschietti
2) il che significa scarso rispetto per le donne e, di conseguenza, per sé stessa.

Last but not least, non solo è un'idea di cattivo gusto ma a me mi pare proprio 'na strunzata (cit.).

giovedì 13 novembre 2014

Echi del passato

Martedì 11.11.2014, ore 17:25.
Esco dal minimarket con la borsa della spesa, attraverso la strada, entro nel parcheggio e vado verso la Rouge.
E' quasi buio, vagamente vedo qualcuno che cammina verso di me. Lo incrocio e lo ignoro.
Poi una voce chiama il mio nome.
Mi giro: non conosco l'uomo che ho davanti a me.
Non so chi sei, dico perplessa.
Sono Dario, risponde.
Mioddio, son passati più di quarant'anni!, esclamo.
Ci stringiamo la mano, ci diamo un bacio sulla guancia.
Facciamo quattro parole, come stai, come va.
Mi racconta di un intervento al cuore, una valvola che dovrà, a breve, sostituire.
Di un divorzio risalente a sedici anni fa.
Di tre figli, il più grande 37enne.
Gli racconto che ogni tanto penso a lui, succede quando metto in lavatrice il leoncino di peluche che mi ha regalato quando avevo quattordici anni.
E' sorpreso, sorride contento, non sai il piacere che mi fa di saperlo, prorompe di getto.
Dopodiché non abbiamo più niente da dirci.
Un'altra stretta di mano, un altro bacio e lo lascio dicendogli che ci incontreremo ancora se il destino lo vorrà.

Mi è rimasto un... non so come dire, scombussolamento? no, non è la parola giusta.
Un qualcosa di dolce e amaro al tempo stesso.
Però piacevole, una sensazione che vagamente assomiglia a quando eravamo migliori amici, prima che la vita ci portasse via uno dall'altra.