giovedì 27 novembre 2014

Libri Mondadori

Continuo a trovare una marea di articoli, sui giornali e sul Web, dove ci si lamenta che in Italia i lettori (e quindi i compratori) di libri sono pochi.
Che la colpa è della scuola blablabla, della famiglia blablabla, della tv blablabla, che la cultura così muore.

Adesso scopro che, al 30.09.2014, la divisione Libri Mondadori ha fatturato 238,9 milioni di euro, con un utile, pulito, di 33,7 milioni di euro.
Apperò, è il 14,11%.

Stante un così lauto guadagno, la mia ipotesi sul perché della scarsa lettura viene confermata: i libri costano troppo.

P.S. i numeri sopra indicati sono a margine di un articolo in cui si spiega che la divisione Libri è stata scorporata da Mondadori e sarà una società a sé stante; considerando che nel 2013 Mondadori, nel suo complesso, aveva una perdita secca di 185,4 milioni di euro, vien da farsi un tot di domande sul perché di questa mossa.

la vignetta non c'entra molto, ma mi piace assai

mercoledì 26 novembre 2014

A proposito del voto

L'astensione dal voto [...] pesa come un macigno sulla via renziana al cambiar verso al Pd e all’Italia. Per cui pare davvero superficiale, se non azzardata, l’analisi di Renzi nell’esultare di fronte a una realtà tutt’altro che in mano al premier-segretario. [...] Gli italiani, non solo gli emiliani e i calabresi, non credono più in questa politica e in questi politici e lo stesso Renzi e il suo governo vengono recepiti come “problema” e non come la soluzione ai problemi del Paese. Gli italiani guardano ai fatti, cioè alle loro tasche: oggi con Renzi non si sta meglio di prima e questo è quel che conta per far fare a tanti la scelta di non andare alle urne. Un segnale, un duro inequivocabile segnale di dissenso contro la classe politica tutta e in particolare contro chi ha in mano oggi il potere, cioè il Pd renziano.
[...] Un fatto è certo, la macchina renziana si è inceppata e se già prima era in difficoltà nell’affrontare il percorso delle riforme non si capisce cosa potrà fare adesso con da una parte Berlusconi malmesso per la debacle di Forza Italia (in esplosione) e dall’altra con la minoranza Pd (e la Cgil) con la baionetta in canna, più di prima.
Per Renzi, andare presto al voto politico è un rischio, ma non andarci è anche peggio: con la crisi economica che non passa e con le proteste sociali in aumento, premier e governo sono nella morsa con il rischio di un logoramento da ko.


Speriamo che  il Renzie vada a casa, il più presto possibile. Di danni ne ha fatti già anche troppi.

raspodie (*)
(*) Lui è Rasputin, gatto rosso a coda corta, rigidamente "indoor", recluso in un appartamento del VII piano senza balconi, costretto ad osservare e cercare di annusare il mondo dietro i vetri, spettatore perplesso davanti ai comportamenti incoerenti dei suoi umani, quali non voler fare entrare i topi e non voler far uscire i gatti.

martedì 25 novembre 2014

Bye bye

La donna in cOrriera smetterà di lavorare a marzo 2015 perché andrà in pensione.
E' per lasciar spazio ai giovani, ha nobilmente spiegato, con l'aria da santamariagoretti.
La verità è la Direzione non ha voluto darle la cifra che lei chiedeva per restare (il doppio di quanto prende adesso, ché poi le tasse gliene mangiano metà).

Dopo aver scoperto di non essere indispensabile, il suo atteggiamento in ufficio è cambiato: ha smesso di fare la spia (falsa e bugiarda) sui colleghi, non si finge più alacremente impegnata a produrre anche quando non ha cippalippa da fare, ma soprattutto non è più disposta a subire in silenzio cazziatoni e insulti dai superiori.
Tant'è che, all'ultimo match che c'è stato, ha detto a uno dei capi, villanzone e prepotente: "lei mi ci ha mandato più volte, adesso glielo dico io: vada a cagare!".

Peccato non esser stata presente alla scena.

Per la cronaca, nessuno dei capi mi ha mai insultato e/o mandato a.
Conoscendomi, sanno che se ci provano gli ribalto la scrivania in testa e, all'istante, mi metto in malattia per un mese, se non due, anzi tre.
Come si suol dire: chi non vuole piedi sul collo non s'inchini.


lunedì 24 novembre 2014

Dilettanti

Il giudice di Cassazione Piercamillo Davigo spiega cosa ha fatto il governo Renzi per le ferie dei magistrati: " [...] hanno introdotto un articolo bis per cui le ferie sono di 30 giorni. Però non hanno abrogato il precedente articolo che dice che quei magistrati con funzioni giurisdizionali ne hanno 45. Quindi, solo ai fuori ruolo hanno ridotto le ferie. Nella nuova norma però hanno detto che i giorni devono diventare netti perché finora durante le ferie noi scrivevamo le sentenze. A questo punto, perciò, se diventano nette io devo smettere di fare udienza 15 giorni prima perché in quei 15 giorni devo scrivere le sentenze. E quando finisco le ferie non posso cominciare subito con le udienze perché devo studiare prima i processi e quindi comincerò 15 giorni dopo. Quindi da 45 i giorni sono diventati 75. Le hanno allungate, dilettanti allo sbaraglio, c’è da avere paura".

Anche alle UE devono aver pensato lo stesso riguardo ai dilettanti allo sbaraglio, tant'è che Federica Mogherini (altra bella pensata di Renzi), pur essendo Commissario agli affari esteri dell'Unione Europea, non è presente al negoziato nucleare tra l'Iran e il cosiddetto «5 più 1», le cinque grandi potenze rappresentate nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Usa, Russia, Cina, Inghilterra e Francia). 
Al suo posto c'è Lady Ashton, sua predecessora che ha terminato, in teoria, l'incarico il 31 ottobre.
Questo perché, quando si è cominciata a ventilare l'idea della Mogherini, i rappresentanti di Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Inghilterra e Germania si sono affrettati a ratificare un documento che chiedeva all'Unione Europea di lasciare il ruolo di mediatore nelle mani della Ashton almeno fino al 24 novembre.
E se il negoziato verrà, come pare, prorogato per alcuni mesi, sarà sempre la Ashton a seguirli, in quanto lei stessa ha già detto: «Mi è stato chiesto di continuare fino a quando il lavoro sarà concluso».
Con buona pace di una accondiscendente e remissiva Federica Mogherini lasciata a scaldar la poltrona dell'ufficio di Bruxelles.

Natangelo



venerdì 21 novembre 2014

Musica per gatti

I gatti amano la musica – purché segua il ritmo del battito del loro cuore (110-140 al minuto) e con frequenze simili ai miagolii.
Così sostiene vanityfair.

Su musicforcats.com si trovano brani che, in teoria, gli piacciono.
Dopo averne ascoltato un paio, mi sento di dire mooolto in teoria.

Poi ci sono i gatti cantanti, però sono pochissimi. Eccone uno:

giovedì 20 novembre 2014

Un bel tacer non fu mai scritto

Gualtiero Marchesi: "Carlo Cracco? Ho mangiato da lui per i miei 80 anni. Come cucina? Non mi ricordo...".

Purtroppo io, invece, ricordo quel che lui ha cucinato fatto, ospite, da Benedetta Parodi: ha siringato con il succo di pomodoro una mozzarella di bufala. Dopodiché, deposta la siringa, ha avuto pure il coraggio di dire che il piatto era pronto.
Vedere per credere, al minuto 12:54:



Fossi stata io la Parodi, prima gli facevo una pernacchia, poi gli ridevo in faccia. E, infine, lo mandavo a petenà i gajn (*).

(*) in milanese: pettinare le galline

mercoledì 19 novembre 2014

TIR art

Ogni giorno qui arrivano una ventina di camion, chi per scaricare, chi per caricare.
La fantasia, e il cattivo gusto, degli autisti riguardo la "decorazione" della cabina dei propri automezzi è notevole: c'è chi ha dei disegni (si va da Padre Pio a improbabili guerriere seminude, per tacer dei delfini volanti) che ricoprono totalmente l'esterno dell'abitacolo; chi ama follemente le tendine con le nappine e le esibisce sul davanti (tipo mantovana) e ai lati dei finestrini (tipo cucina di chalet svizzero); chi espone cartelli (a led luminosi) con il proprio nome/nickname e/o quello della morosa e/o dei figli, intervallati da cuoricini lampeggianti.
Tutta roba costosa.
Quelli che vogliono risparmiare appendono all'interno pupazzetti, strisce con su i colori e i nomi delle amate squadre di calcio e cazzilli vari.
Ieri, sul piazzale c'era questo:


Quando l'ho visto, non sapevo se ridere o piangere.
Un collega ha interrogato l'autista in merito, risposta: Pepè songh'io!
Ah, be', allora...