martedì 9 ottobre 2012

Vaccino antinfluenzale

Interessante intervista, parallela, riguardo ai vaccini antinfluenzali.
A rispondere sono Fabrizio Pregliasco, virologo del dipartimento di scienze biomediche per la salute dell’Università degli studi di Milano e Tom Jefferson, epidemiologo responsabile del gruppo vaccini della Cochrane Collaboration, una iniziativa internazionale no-profit nata per raccogliere, valutare e diffondere le informazioni relative alla efficacia degli interventi sanitari.

Domanda: Anifa, [
l’Associazione nazionale dell’industria farmaceutica dell’automedicazione], stima in sei milioni il numero d’italiani che saranno costretti a letto. Condivide queste stime? Su quali dati si fondano?
Risposte:

Pregliasco – Non sono dati allarmanti. Si tratta di una valutazione basata sul trend storico su cui possiamo basare la dimensione delle stagioni influenzali mediante la rete Influnet. Una rete di sorveglianza che dal 1994, grazie ad un campione di medici di famiglia e, conseguentemente, di pazienti, ci fornisce la stima dei casi totali.
Jefferson – Previsioni di questo tipo sono fatte di anno in anno a scopo esclusivamente commerciale. Non si capisce mai su cosa siano basate e nell’ultima decade si sono sempre rivelate sbagliate.

Domanda:
È possibile che il virus stagionale sia diverso rispetto a quello adoperato per i vaccini e che ci si ammali anche se si è vaccinati?
Risposte:

Pregliasco – Qualcuno si ammala lo stesso, ma con meno intensità. Se il virus muta durante la stagione, la protezione è inferiore: negli ultimi vent’anni è successo tre volte.
Jefferson – Certo, è una delle ragioni principali della loro inefficacia.

L'intervista completa, con altre domande e risposte, qui.




lunedì 8 ottobre 2012

Antivirus antisemplicità

Ultimamente Avira antivirus mi dava problemi: all'avvio del pc ci volevano minimo 10 - 12 minuti di attesa prima che fosse attivo, rallentando tutto quanto, e quando lo aggiornavo mi impallava il pc.
Per cui ho deciso di disinstallarlo per poi mettere un altro antivirus.
Nella mia ingenuità, credevo fosse semplice e invece:
1) nella cartella del programma non esiste uninstall;
2) nel pannello di controllo, la disinstallazione software mi ha detto "ciccia, non si può fare".
Al che ho cercato lumi in Rete e ho scoperto che Avira si è inventata un programmino per pulire le chiavi del registro da essa stessa medesima.
Dopo aver terminato da task manager l'esecuzione di Avira (e bloccato la ripartenza dal firewall), ancora ingenua, ho pensato: lancio il programmino, pulisco il registro e poi elimino la cartella di Avira.
E invece no.
Il programmino ha cancellato metà delle chiavi e poi mi ha fatto una pernacchia.
La cartella di Avira era sempre "in uso" e quindi restava lì dov'era, nei secoli dei secoli.
Al che ho sfoderato la mia ultima arma, cioè premere F8 all'avvio del pc.
Ce l'ho fatta: in modalità provvisoria ho sterminato Avira per sempre. 
Almeno, spero.
Ora, io non capisco niente di programmazione e di marketing, ma mi sorge spontanea una domanda: perché rendere così complicata la vita di chi non vuole più un software freeware?


venerdì 5 ottobre 2012

Pubblicità

Il gatto Norman è il protagonista della campagna pubblicitaria ecologista di Loblaws, la più grande catena di alimentari del Canada.
Nel video, Norman recita la parte dell'eco-warrior.


giovedì 4 ottobre 2012

Statistiche sanitarie

Mortalità postoperatoria [interventi non cardiaci] in Europa: grandi differenze da nazione a nazione, secondo l’European Surgical Outcomes Study.
Lo studio ha coinvolto 46mila pazienti provenienti da 28 paesi europei sottoposti a un intervento chirurgico non cardiaco. Il risultato più rilevante è stato quello relativo alla variabilità della mortalità durante il ricovero in ospedale: ai due estremi troviamo il 21.5% della Lettonia e l’1.2% dell’Islanda, per una media generale del 4%. Per l’Italia si registra il 5.3%, contro il 3.8% della Spagna, il 3.6% della Grecia, il 4.1% del Portogallo.
(Fonte: Pensiero scientifico)

Insomma, non siamo messi benissimo.



mercoledì 3 ottobre 2012

Democrazia atea

Ho scoperto ieri l'esistenza di un partito denominato "Democrazia Atea".
Sul loro sito ho letto il programma.
Al punto 1 c'è scritto:
Abrogazione dei Patti Lateranensi e di tutte le leggi ad essi collegate, che procurano allo Stato del Vaticano un profitto sotto forma di contributi, finanziamenti, erogazioni di qualunque tipo, comunque denominati, concessi o erogati da parte dello Stato o di altri Enti Pubblici, previa modifica dell’art.7 della Costituzione.
Anche con gli altri 65 punti successivi sono, tranne pochi, d'accordo.
Poi ho letto che Margherita Hack sarà candidata come capolista nelle liste di Democrazia Atea per le prossime elezioni politiche del 2013.
No, voglio dire, per carità, massimo rispetto, ma c'ha 90 anni.
Dopodiché ho letto del pastrocchio che hanno fatto nella raccolta firme a Genova.

Pertanto, la mia speranza di aver trovato chi votare alle prossime elezioni è svanita.


martedì 2 ottobre 2012

Donne vs uomini

Dopo aver letto "Perché gli uomini non si ricordano niente e le donne non dimenticano mai" prometto che in futuro non mi incazzerò, non mi offenderò, non ci rimarrò male se un uomo non capisce e/o non ci arriva e/o si scorda qualcosa.
Gli uomini non hanno (sempre) colpa.
Spesso (ma, ribadisco: non sempre) la colpa è dei loro ormoni e del loro cervello rettile, programmati per "combatti o fuggi" (fight or flight).
Uno di questi ormoni, detto anche ormone dello stress, è il cortisolo: ha effetti negativi sulla memoria.
Oltre alle tante cose ovvie in cui siamo diversi fisicamente, ce ne sono anche altre, tipo la reazione differente a certi farmaci. E la capacità di "leggere" le espressioni facciali e il linguaggio del corpo: noi donne siamo bravissime, gli uomini manco per niente.
Un libro veramente interessante.
Download qui.

lunedì 1 ottobre 2012

A(h)ia

Dagospia scriveva il 27.09.12:
"Qua ci arriva un bell'avviso di garanzia".
[...] preoccupatissimo di diventare il primo Ministro Tecnico con un "avviso" sul groppone, da giorni Corrado Clini (e i suoi collaboratori) sentono tirare una brutta aria. Inquinatissima!
Sulla vicenda-Ilva, infatti, i rapporti con la magistratura di Taranto non sono sereni.
Proprio stamattina Clini ha messo le mani avanti: "No a mercanteggiamenti? Mi auguro che il gip, quando dice questo, non si riferisca al governo, perché sarebbe fuori luogo". Parole prudentissime, quelle pubbliche di Clini, che però diventano più esplicite in privato.
E' questo, almeno, quanto spiffera a Dago una fonte romana: "Qui al Ministero - spiega la fonte - ormai da giorni non si parla d'altro. C'è il timore che un minuto dopo il rilascio dell'Aia arrivi un avviso di garanzia a tutti i firmatari...". E allora che si fa?
La situazione è supertesa: se l'Aia (*) non arriva, il futuro dell'Ilva è segnato.

(*) Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale)

una vignetta di pv