Quanti nomi hanno i colori? Dipende dalla parte del mondo in cui ci troviamo. Per gli abitanti della Nuova Guinea piuttosto pochi, per un europeo molti, per un russo ancora di più. Ma c’è un tratto universale nella denominazione dei colori: l’ordine con cui i nomi fanno la loro comparsa nelle lingue delle diverse culture, prima il bianco e nero (chiaro e scuro), poi il rosso e così via. A determinare questa gerarchia sono processi culturali e aspetti fisiologici, ovvero la sensibilità degli occhi alle lunghezze d’onda della luce.
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Negli anni Sessanta gli antropologi Brent Berlin e Paul Kay dimostrarono [...] che esiste una gerarchia ben definita: prima vengono il bianco e nero, segue il rosso, poi il verde e il giallo, il blu, il marrone, infine il gruppo dell’arancio, viola, rosa e grigio. Detto in altre parole, se una popolazione possiede un nome per il colore rosso lo avrà sicuramente anche per il bianco e nero, mentre non è vero il contrario; se lo ha per il blu lo avrà anche per il verde, e non viceversa.
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Negli anni Sessanta gli antropologi Brent Berlin e Paul Kay dimostrarono [...] che esiste una gerarchia ben definita: prima vengono il bianco e nero, segue il rosso, poi il verde e il giallo, il blu, il marrone, infine il gruppo dell’arancio, viola, rosa e grigio. Detto in altre parole, se una popolazione possiede un nome per il colore rosso lo avrà sicuramente anche per il bianco e nero, mentre non è vero il contrario; se lo ha per il blu lo avrà anche per il verde, e non viceversa.
Noi umani siamo così tanto diversi eppure così tanto uguali.
Che meraviglia!
P.S. buon ponte!
P.S. buon ponte!
























