lunedì 27 luglio 2015

Altro cemento? No, grazie

Nel 2012 il patron di Mapei, Giorgio Squinzi (nonché presidente di Confindustria), ha comprato a Robbiano di Mediglia, alle porte di Milano, un terreno di 13 ettari, pagandolo 100 euro al metro quadro.
Il suddetto terreno vale 8 euro al metro quadro, al massimo 10 perché all'interno del del Parco Sud, area agricola su cui non si può costruire.
Però è di fianco a dove già sta Mapei.
Chissà come mai Squinzi l'ha pagato così tanto, eh?

Nel giugno 2014 la Mapei si fa viva con il Comune di Mediglia: chiede di poter edificare gli uffici direzionali e i laboratori di ricerca del gruppo, in cui lavoreranno quasi 500 persone (progetto dell'archistar Mario Botta). Il Comune promuove subito un accordo di programma, cioè chiede di dare il via libera a Squinzi agli altri tre enti che, insieme al Comune, devono mettere la firma sul permesso di costruire: la Regione, la Provincia, il Parco Sud.
Al momento tutti e quattro gli Enti sono politicamente "allineati", tutti a destra.

Poi cambiano i protagonisti in campo: sparisce la Provincia, sostituita dalla Città Metropolitana con al vertice Pisapia (Pd) che delega la guida del nuovo ente a Eugenio Comencini, sindaco Pd di Cernusco sul Naviglio diventato anche vicesindaco metropolitano. Cambia, su indicazione di Pisapia, pure il presidente del Parco Sud: arriva Michela Palestra, sindaco di Arese eletta in una lista civica che fa riferimento a Umberto Ambrosoli.

Adesso il Parco Sud ha detto la sua: il progetto di Squinzi è bocciato, Mapei non potrà portare il suo quartier generale a Robbiano di Mediglia.

Meno male, 13 ettari di verde salvati da una colata di cemento.
Oltrettutto inutile, perché in comune di Peschiera Borromeo, c'è un'area industriale dismessa che potrebbe venir recuperata ed usata da Mapei in quanto è vicinissima. Giorgio Squinzi permettendo.


10 commenti:

  1. ImpiegataSclerata27 luglio 2015 08:35

    Sta cosa di voler radere al suolo aree verdi e cementare come se non ci fosse un domani quando si potrebbe usare un'area adatta e soprattutto già cementata (così risparmiando pure) non la capisco. Ma il verde è un così brutto colore che lo si vuol far sparire a tutti i costi?

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  2. C€m€nto=d€naro. L'unico modo per liberarsi della cementificazione selvaggia è mandare a puttane il sistema economico capitalistico in cui viviamo e tornare al baratto. Con cosa baratti 13 ettari di cementificazione selvaggia? Su questa domanda sparapaquaquinzi si arenerebbe, e di brutto.

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  3. Quanto mi piacerebbe essere l'ex proprietario di quel terreno che ha incassato 10 volte il suo valore (e che chi l'ha acquistato ha fatto una affare di merda) :-)

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  4. Ci vorrebbe una legge che impone di ristrutturare il ristrutturabile PRIMA di costruire nuovi edifici. E ci vorrebbe anche una legge per impedire di metter mano ai piani regolatori per rendere edificabili aree che non lo erano solo per favorire amici e parenti. E, ovviamente, ci vorrebbe chi le fa rispettare, queste leggi.

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  5. La cosa mi quadra proprio poco.
    1) 13 ettari per uffici e laboratori da 500 persone?? E che é... la densità industriale più bassa della zona...
    2) chi é che compra un terreno a 100 se costa 8? Nessuno di nessuno. Al massimo lo si compra a 8 e POI si ottiene di farlo diventare edificabile, facendo l'affare. Comprare direttamente a 10 volte il suo valore non ha senso.

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  6. @Impiegata: è l'avidità umana che non ama il verde
    @Fuxx: be', addirittura il baratto mi pare eccessivo, però un po' meno capitalismo sarebbe il benvenuto
    @Giulio: anch'io, chissà che gongolamento!
    @Koz: basterebbe far rispettare le leggi che ci sono già
    @Verzasoft: riguardo alla densità industriale, non saprei; invece mi pare evidente il perché il terreno è stato pagato quel prezzo

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  7. ...io non ci arrivo. Qual é il perché?

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    1. Perché illo era sicuro di riuscire a far cambiare la destinazione d'uso del terreno e costruirci sopra; ovviamente qualcuno gli aveva dato delle "certezze", poi i qualcuno hanno perso la poltrona e ciao pepp

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    2. Dalle, se tu hai delle certezze che cambino la destinazione d'uso perché hai degli inciuci e gli altri non lo sanno, non lo paghi 100. Lo paghi 8 come da valore, e, dopo qualche mese, dopo che é diventato edificabile, magia, ti ritrovi con un buon affare perché il tuo terreno ora vale molto di più.
      Se paghi 100 un terreno agricolo sei, oltre che poco furbo e fuori mercato, altamente sospetto.
      Insomma, messa così nessuno farebbe una manovra del genere.

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    3. Anch'io mi sono fatta un tot di domande, senza trovare una risposta sensata. Anche Legambiente:
      http://lombardia.legambiente.it/contenuti/comunicati/fermati-i-sogni-cementificatori-della-mapei

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