mercoledì 15 gennaio 2014

(s)Fascino maschile

Prendendo spunto dal post di Gramellini riguardo a cosa ci trovano le donne in Hollande, dato che, cito Gramellini alla lettera, lui è "un ometto dal viso di meringa occhialuta" con un "irresistibile sguardo da sogliola alla mugnaia", faccio un elenco di mie personali categorie di uomini da evitare:
- pancotto, cioè incolore, insapore  e indistinguibile tra la folla;
- ciciulanespui, cioè un bamboccio sfumato di furbetto;
- ma anche no, cioè che si fa desiderare;
- bello e impossibile, cioè il Ken di Barbie fatto uomo;
- tenebroso, cioè vorrebbe ma non può;
- macho man, cioè catarinfrangente così da risaltare sempre;
- corridore, cioè le donne devono inseguirlo.

martedì 14 gennaio 2014

Meraviglie della Natura

Kawah Lien, un vulcano indonesiano che si trova nella zona orientale di Javan, di giorno emette lava rossa, di notte blu.
Il cambiamento di colore della lava è dovuto alle forti concentrazioni di zolfo fuso.

(dal minuto 1:03)

lunedì 13 gennaio 2014

I conti non tornano

Il presidente del Cic (collegio italiano dei chirurghi) ha scritto al ministro della salute per lamentarsi degli spot tv che invitano a chiedere risarcimenti per la malasanità.
Ha anche chiesto che venga approvata al più presto una legge che regoli il contenzioso medico-legale.
Aggiunge che nel 95% dei casi le richieste di risarcimento si concludono con esito favorevole nei confronti del medico.
Spiega che i medici, spinti sempre più verso una medicina difensiva molto costosa e, da qualche tempo, anche astensiva [...] evitano casi difficili e ad alto rischio che potrebbero sfociare in un contenzioso medico-legale.
E che si è creata una situazione ormai insostenibile per gli alti costi delle polizze assicurative e per la fuga delle società assicurative.

Ora,  se solo il 5% delle volte le assicurazioni devono pagare, come mai le polizze sono diventante  carissime o addirittura non le vogliono più stipulare?


venerdì 10 gennaio 2014

Gatto giapponese capostazione

Tutto parte dalla ristrutturazione di una stazione ferroviaria, che per ragioni di spazio doveva andare ad inglobare anche l’edificio adiacente. Questo edificio però era un rifugio per gatti, uno degli animali domestici più diffusi in Giappone. La donna che gestiva questo rifugio ha dato il suo assenso per la distruzione dell’edificio, a patto però che questi gatti venissero sistemati nella stazione.

Il manager della nuova stazione ha pensato così di nominare uno dei gatti, di nome Tama, capostazione, poiché pensava avrebbe portato fortuna e popolarità alla nuova struttura. L’intuizione di questo manager non è stata per nulla sbagliata, dato che Tama è diventata in pochissimo tempo una vera e propria star, con comparse in spot pubblicitari e molto altro.

È stato anche disegnato e costruito un treno-gatto in suo onore, che ogni anno attira grandi e piccini incuriositi.
(Fonte: sapendolo.it)


giovedì 9 gennaio 2014

Esperimento in cucina

Avevo voglia di mangiare la pasta pasticciata al forno, però non la solita con prosciutto, uova, mozzarella e piselli.
Quindi mi sono inventata una variante con cose che mi piacciono (e immediatamente disponibili in dispensa): pesce persico, asparagi, besciamella e zafferano.
E' venuta proprio buona.

La ricetta, ingredienti per 2 persone:
100 gr di pasta corta
150 gr di pesce persico (o altro pesce a filetti)
200 gr di asparagi già puliti (io ho usato quelli surgelati)
300 ml di besciamella
1 bustina di zafferano
parmigiano grattugiato a volontà
sale q.b.
olio evo q.b.
Versare gli asparagi in acqua salata (quando bolle) per circa 5 minuti (da quando riprende il bollore). Tirarli fuori con la schiumarola e, nella stessa acqua di cottura, buttare la pasta.
Tagliare il pesce a cubetti (1 - 2 cm) e, con un po' d'olio, farlo rosolare in un tegame (*).
Tagliare gli asparagi a rondelle (sempre 1 - 2 cm, di diametro) e poi aggiungerli al pesce.
Mescolare piano.
Mettere in una ciotola metà della besciamella, aggiungerci un cucchiaio d'acqua bollente e lo zafferano.
Mescolare sin che il colore giallino diventa uniforme.
Spegnere il fornello del pesce+asparagi, unire la besciamella zafferanata, mescolare.
Scolare la pasta (parecchio al dente!), unirla al pesce+asparagi+besciamella zafferanata, insieme a un bel po' di parmigiano.
Mescolare.
Livellare la pasta, ricoprirla con altro parmigiano e la rimanente besciamella.
Infornare, a forno caldo, per circa 15 minuti (qualcosa meno se il forno è ventilato e/o si è già formata la crosta dorata).
 
(*) che poi andrà, alla fine, in forno

PS: sì, sì, lo so,  il formaggio con il pesce non ci va, però qui ci sta benone

mercoledì 8 gennaio 2014

Stamina, per tutto

Con domanda datata 1° luglio 2013. Numero TO2013C002013, al Ministero dello Sviluppo Economico, Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, il marchio Stamina è stato registrato per:
preparati per pulire, cosmetici, lozioni per capelli, dentifrici, prodotti farmaceutici e veterinari, prodotti igienici, alimenti e sostanze dietetiche, articoli di abbigliamento, scarpe, cappelleria, educazione, formazione, divertimento, attività sportive e culturali. 
Oltretutto «Stamina Fondazione Onlus» non è mai stata effettivamente iscritta nel registro delle onlus, cioè le associazioni di solidarietà sociale senza fini di lucro.

Dopodiché quanto letto sui giornali sul metodo (scientifico e non) non meraviglia.

martedì 7 gennaio 2014

C'erano una volta

Gli storici sostengono che i nostri antenati qui in Europa utilizzassero circa 1200 specie di piante per nutrirsi. Oggi siamo ridotti a qualche decina: anche sui più ricchi cataloghi si trovano tutt'al più una sessantina di specie e varietà di ortaggi e una ventina, al massimo, di varietà di frutta.
Il catalogo francese Vilmorin Andrieaux pubblicato nel 1883 offriva 200 specie di frutti e legumi, all'epoca consumati correntemente.

La colpa è della standardizzazione nella coltivazione dei prodotti, necessaria per la vendita alla grande distribuzione organizzata.
Da qualche tempo è in atto il tentativo di recupero di queste piante "antiche", un esempio è l'Arca dei frutti dimenticati, a Badia Calavena (VR), in località Giri.

Per non parlare delle piante spontanee, ormai praticamente dimenticate perché nessuno le raccoglie in quanto è faticoso e bisogna conoscerle molto bene.

A me piacerebbe tanto assaggiare la pera briaca, o pera cocomerina, che mai ho mangiato e nemmeno visto dal vivo, e anche riprovare il sapore della frittata con gli urtis (cime del luppolo selvatico, raccolte - anche da me, bambina - lungo le siepi e i fossi) che gustavo anni e anni fa.

pera briaca
urtis