mercoledì 4 marzo 2015

La mia amatissima curiosità

Sin da che ero una tenera pupattola, il mio motore è stata la curiosità.
Mia madre sostiene che la prima parola uscita dalla mia bocca sia stata "pecché".
Una volta ampliato il mio vocabolario, interrogavo (con grande imbarazzo della mia genitrice) sconosciuti incontrati per la strada: "signora, dove vai?", "signore, cosa fai?" e via discorrendo.
Questo "bisogno" di voler sapere non mi è mai passato.
Ricordo ancora il quadernetto che avevo alle medie, dove segnavo le parole, i personaggi storici e non, e i concetti che "incontravo" ma non conoscevo, così da poterli chiedere poi a chi ne sapeva di più di me (mamma, papà, amici, parenti vari, professori, conoscenti) o da cercare in biblioteca, scavando in enciclopedie e dizionari.
Di quadernetti ne ho avuti tanti, poi è arrivato Internet e son passata ai blocchetti, misura A6 su cui scrivo ciò che mi capita sott'occhio e non so o che voglio approfondire.
Però ho ancora lo stesso problema di quando ero più giovane: cerco un qualcosa e lo trovo, ma nel contesto qualcos'altro cattura la mia attenzione e vado a vedere, così salta fuori un altra cosa e riparto alla caccia di altre cose, in una specie di loop che fatico ad interrompere.
Anche perché "scavare" nelle informazioni mi piace moltissimo.

7 commenti:

  1. Tranquilla, non sei sola. Mi piazzo su internet alle 9-10, dico 5 minuti e vado a dormire. Poi guardo l'ora e... Sono le due di notte. Anche domani mi sveglierò stravolto, non c'è niente da fare. Ci sono così tante cose da sapere o da vedere su internet, enciclopediche o artistiche che non so se possono aver una fine.
    Non mi ricordo chi é che diceva, rivolgendosi ai giovani: la vostra generazione ha qualcosa che la mia non ha avuto: con internet avete accesso liberamente a tutto lo scibile umano, sempre, subito, quando volete. Non sprecate questo potere per futilità come social network e simili.

    RispondiElimina
  2. Questa tua fame di conoscenza ti manterrà sempre giovane, nell'anima e nella testa

    RispondiElimina
  3. Dovevi essere una pupattola molto simpatica da piccola!!!
    Beh, devo dire che anch'io sono sempre stata curiosa, a scuola durante i temi in classe cercavo sempre sul vocabolario sinonimi inusuali per arricchire il mio vocabolario. Ora con internet non faccio altro che leggere di tutto, cercare brani musicali che ancora non conosco nonostante siano circa 50 anni che vivo nella musica. La curiosità arricchisce e nobilita. Continua così, brava!

    RispondiElimina
  4. Anche io sono molto simile a te in questo aspetto, solo che non ho il taccuino per cui non mi ricordo le cose che devo approfondire, magari vi vengonon in mente nei momenti più strani e allora le fisso con associazioni visive buffe!! Claudia

    RispondiElimina
  5. ImpiegataSclerata4 marzo 2015 21:27

    La curiosità nutre la mente.

    RispondiElimina
  6. Che dirti, la mia stessa passione, ma da piccola ho avuto il fondello di una prima escursione in Grecia con il campeggio di Kamarina, davanti all'Acropoli sono rimasta muta di tanto splendore, mi sono tolta le scarpe per non fare rumore e disturbare il sonno di chi l'aveva eretta, il resto è stato il mio percorso di studi sempre all'insegna della storia antica/moderna e dell'archeologia, ma la mia curiosità e la mia voglia di conoscere non si è ancora placata.
    Credo che non succederà mai, siamo affine Dalle. ;-))
    Buona giornata.
    Tina

    RispondiElimina
  7. @Versasoft: la Rete è infinita (e io la amo moltissimissimo)
    @Ruben: il che è come dire che una è bella dentro, cioè fuori no :-D
    @Marisa: anche volendolo (e non voglio) non potrei fare altrimenti
    @Claudia: uso anch'io la tecnica delle associazioni visive quando non posso prender nota
    @Impiegata: ah! allora io ho una mente obesa ;-)
    @Tina: e non è la prima volta che lo siamo

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.