martedì 13 ottobre 2015

Tra il dire e il fare...

Sabato mattina, senza nessuna costrizione fisica (tipo martellate sferrate da ignoti sui miei pollici, bastoni branditi da terzi minacciosi, proditorie secchiate d'acqua provenienti da sconosciuti soggetti) ero sveglia ed in piedi prima delle nove. Azzarola! Da segnare sul calendario un sabato così.
Mi son detta: fatti un cappuccino caldo, fa freschino e ci sta bene. 
Dopodiché, animata dal sacro furore della passione igienista e ordinitica, ho spaziato (cioè quasi, chè fai presto a guardar 42 mq) con lo sguardo per tutta la casa onde decidere da dove cominciare il tour della massaia. Ordine e ordinatezza, questo è il mio motto! Stabilita, mentre sorseggiavo la mia liofilizzata bevanda, la consecutio logica delle pulizie sabatesche (camera: spazzare, lavare; mentre si asciuga il pavimento pulisco il bagno; mentre si asciuga il pavimento del bagno pulisco la cucina; mentre si asciuga il pavimento della cucina spolvero la camera; mentre la camera si re-impolvera spolvero il bagno; mentre si re-impolvera il bagno faccio merenda con l’uva pizzuttella), son partita con la fase preliminare: liberare le superfici dagli oggetti sparsi e sparpagliati. 
Cucina: fatto! 
Bagno: fatto! 
Camera: ah, ecco dov' era finito quel libro che cercavo ieri! Era sotto i calzerotti, che eran sotto l' inserto di Repubblica della settimana scorsa, che era sotto il blocco appunti, dove ho segnato un numero di telefono... di chi??? Argh, ma perché non scrivo mai il nome oltre che il numero?
Chissenefrega, se io non mi ricordo di lui/lei vuol dire che non ho bisogno di parlarci, ergo aveva bisogno lui/lei di parlar con me: richiamerà, che era sotto il Linus della biblioteca (devo riportarlo), che era sotto il giallo che mi ha prestato la Ivana (sin che non mi rende il mio, non glielo riporto!), che era sotto la borsa di tela, ecologica, della spesa, quella che io credevo mi avessero nascosto i folletti e gli ho smadonnato dietro per enne giorni, che era sotto la brochure che mi ha dato… ah, ecco qui anche la molletta dei capelli strizzacoda che non trovavo più insieme al tappo del pennarello nero che è, nel frattempo, diventato secco secchissimo. 
Aspetta un attimo, mi siedo per terra  e guardo il libro, speriamo non sia una ristampa di qualcosa che ho già letto, questi maledetti fan le traduzioni nuove e cambiano i titoli, io penso subito: wow, non l' ho ancora letto! E invece a pagina 3 scopro che me lo ricordo tutto, grrr, questo è stato pubblicato la prima volta nel... fammi vedere il copyright, uhm 2008... l' avrò mica già letto? no, mi sembra di no, son a pagina 5 e non mi pare, no, proprio mai visto... son quasi a metà, quindi è escluso che.... 
din don dan din don dan din don dan?
campane festose??? 
Ma... ma... che campane suonano alle nove e cocci di mattina? 
Ossignur, è mezzogiorno!


6 commenti:

  1. Tempo ben occupato e con profitto: hai fatto bene. :-)

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  2. (M'attacco al titolo)
    ... c'è di mezzo un libro!

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  3. Io manderei ad Ivana un'orecchietta del libro ed un messaggio tipo "se vuoi riavere il tuo libro.."

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  4. ImpiegataSclerata13 ottobre 2015 12:46

    Beh, dai, un bel po' di lavoro lo hai fatto. E' già un ottimo risultato.

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  5. Se non si ha da rilassarsi un po' durante il week-end, quando? :-)

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  6. @Ruben: grassie molte, mi hai tolto un po' di sensi di colpa
    @Glas: a cui io non so resistere
    @Locomotiva: argh, non si fanno le orecchie ai libri e men che meno si staccano
    @Impiegata: il problema è che il rimanente lo dovrò fare sempre io
    @Giulio: sì, ma se continuo così tra un po' avrò una casa da entrarci con la tuta anticontaminazione

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