martedì 10 febbraio 2015
Obbligatorio ma anche no
Da ieri negoziazione obbligatoria fra legali prima di andare in tribunale per incidenti e liti fino a 50 mila euro. L’accordo avrà il valore di una sentenza. Escluse le cause di lavoro, quelle che riguardano le obbligazioni contrattuali nei contratti conclusi tra professionisti e consumatori. Se poi si parla del recupero di un credito, la negoziazione non è indispensabile se il creditore intende procedere con un decreto ingiuntivo.
È un nuovo istituto messo in campo dal governo per risolvere un annoso problema: l’enorme numero di cause civili che intasano gli uffici dei giudici e ne rallentano il lavoro.
Funziona così: l’avvocato di chi dà il via alla lite invita l’altra parte a una negoziazione «in lealtà e buona fede». Se non arriva risposta, oppure il tentativo fallisce entro i 3 mesi, si va dal giudice. Se l’accordo viene stretto «ha lo stesso valore di una sentenza».
Come fa ad essere obbligatoria se basta non rispondere per non farla?
Sospetto che l'annoso problema dell'enorme numero di cause civili che intasano gli uffici dei giudici e ne rallentano il lavoro, rimarrà tale.
lunedì 9 febbraio 2015
Poco very bello
Il 24 gennaio il Fatto Quotidiano titolava: "VeryBello.it per Expo? Solo in italiano.".
Oltre a commentare, pesantemente, la scelta del nome del sito, si notava che l'immagine di copertina era "tagliata": mancava mezza Calabria e tutta la Sicilia.
La cosa deve esser giunta alle orecchie delle alte sfere, che hanno preso provvedimenti, tant'è che adesso l'inglese c'è e anche l'Italia è intera.
Però non puoi scegliere "where do you want to go" (dove vuoi andare): cliccando la freccina dedicata, con Internet Explorer, Opera, Firefox e Palemoon, non succede niente.
Cliccando col tasto destro e dicendogli di aprire in una nuova scheda compare la pagina "choose a period" (scegli un periodo - data?).
Pur non essendo in grado di valutare la qualità dell'inglese del sito, direi che se uno su tre dei menu non funziona, c'è parecchio che non va.
Ah, nell'articolo si racconta anche di che fine ha fatto Italia.it: poco bella, nonostante ci abbiano speso millioni di Euro, nostri.
Dulcis in fundo: Turismo 2014, Italia 7 milioni di notti in meno.
venerdì 6 febbraio 2015
Una bella notizia
L'abitante di una casa a Kaluga, Russia (temperatura max -4 °c, min. -9 °C) ha sentito degli strani rumori ed è scesa a vedere.
Dentro a una scatola, davanti all'ingresso del palazzo, ha trovato Masha, gatta randagia ma frequentatrice del condominio.
Sotto di lei, c'era un bambino di due mesi e mezzo, abbandonato con un ciuccio, un biberon, un cappellino e dei vestiti di lana.
La micia lo stava tenendo al caldo. Abbandonato a sé stesso, il bimbo sarebbe morto di freddo.
Dentro a una scatola, davanti all'ingresso del palazzo, ha trovato Masha, gatta randagia ma frequentatrice del condominio.
Sotto di lei, c'era un bambino di due mesi e mezzo, abbandonato con un ciuccio, un biberon, un cappellino e dei vestiti di lana.
La micia lo stava tenendo al caldo. Abbandonato a sé stesso, il bimbo sarebbe morto di freddo.
Subito dopo il ritrovamento i residenti del condominio hanno chiamato l’ambulanza che ha portato il neonato presso un ospedale locale per le cure. Masha, proprio come una mamma affettuosa e apprensiva, voleva salire sull’ambulanza per accompagnare il bambino. «Era così preoccupata di dove lo stavamo portando – ha dichiarato il paramedico Vera Ivanina a Ren Tv –. Ha iniziato a correre dietro di noi».
Grazie alla gatta, ed al suo innato istinto di protezione dei cuccioli, lo sfortunato bambino ha potuto avere un’altra occasione. to istinto di protezione dei cuccioli, lo sfortunato bambino ha potuto avere un’altra occasione.
Grazie alla gatta, ed al suo innato istinto di protezione dei cuccioli, lo sfortunato bambino ha potuto avere un’altra occasione. to istinto di protezione dei cuccioli, lo sfortunato bambino ha potuto avere un’altra occasione.
(Fonte: La Stampa)
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| Il bimbo Masha |
giovedì 5 febbraio 2015
Troika finita?
Per la triade Bce-Ue-Fmi, comumente detta troika, tira una brutta aria.
«Gli uomini della Troika non dovranno più mettere piede ad Atene - li ha minacciati la sera della vittoria alle elezioni il premier greco Alexis Tsipras - Sono un organo non democratico e non eletto con cui non vogliamo più trattare».
«La Troika non è prevista dai trattati europei» ha detto lunedì scorso il ministro alle finanze francese Michel Sapin.
Handelsblatt (quotidiano tedesco di economia) ieri ha scritto : «La Troika nella sua versione attuale non funziona più, la Bce studia la possibilità di uscirne e anche l’Fmi vorrebbe farlo».
«I programmi sbagliati della Troika sono i veri responsabili della situazione in cui è precipitato il paese» sostiene Joseph Stigliz (premio Nobel per l'economia).
Prima la fanno fuori, meglio è.
mercoledì 4 febbraio 2015
Rido per non piangere
In ufficio ci hanno aggiornato il gestionale.
L'update è fatto talmente bene che:
1) quando ci si collega dà errore due volte perché non sono stati configurati correttamente tutti i percorsi
(istruzioni del programmatore: dagli ok, che va avanti lo stesso, e in effetti va);
2) l'interfaccia è gestita da Internet Explorer 9;
3) la schermata di accesso è sfondo nero/caratteri bianchi (piccoli);
4) le finestre sono incorniciate da barre dei menu e degli strumenti grigio scurissimo/caratteri grigio scuro (sempre piccoli);
5) qualunque sia la dimensione del monitor, occupa tutto lo schermo, "coprendo" la barra delle applicazioni di Windows;
6) bisogna far partire il gestionale all'avvio del pc altrimenti poi non va
(risposta alle mie rimostranze: sì, ma è leggerissimo, che fastidio ti dà?; replica mia: vocaboli alquanto volgari).
Alle mie lamentele per i punti 2), 3), 4), 5) mi è stato detto: è un software, lo prendi così com'è e basta.
Ciliegine sulla torta:
1) username e password del gestionale vengono memorizzati in automatico e riproposti ad ogni accesso, se uno cambia l'username, compare magicamente la relativa password;
2) guest guest sono l'username e la password per il successivo accesso a Oracle.
Onde per cui, la mia icona personale del gestionale rimane sempre questa:
Onde per cui, la mia icona personale del gestionale rimane sempre questa:
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| una lettiera |

martedì 3 febbraio 2015
Il nuovo presidente della Repubblica
Per dirla in milanese: Sergio Mattarella al ma finis no. Che letteralmente vuol dire "non mi finisce" a significare che c'è la sensazione di qualcosa che non garba, che non lo fa piacere sino in fondo.
Una sensazione di pancia, però.
Quindi non razionale e impossibile da spiegare.
Sarà che i suoi trascorsi personali e politici mi fanno (parecchio) arricciare il naso: figlio di un potente siciliano della Dc, scuole dai gesuiti, legato a De Mita, Andreotti, D'Alema (!) e un dettaglio, ma rivelatore: la sua battaglia contro la minigonna in classe.
Poi mi irrita questa beatificazione immediata (che, giustamente, ha dato vita all'ironico #mattarellaècosìbuono): è andato a messa, gira in Panda, gli piacciono i gatti, ride alle barzellette del suo barbiere, va a tutte le assemblee del suo condominio, etc. etc..
Di positivo c'è che si è dimesso da ministro quando hanno fatto passare la legge Mammì, altrimenti detta via libera alle tv di Berlusconi.
Ma era il 1990, son passati 25 anni, ne è passata di acqua sotto ai ponti..
C'è chi invece ritiene che vada benissimo:
secondo il numerologo e studioso di Nostradamus Renucio Boscolo: la proclamazione del presidente della Repubblica è avvenuta "sotto i migliori auspici". Per di più in un'ora "palindroma", cioè le 13,31, momento in cui "Roma aveva l'ascendente all'orizzonte celeste perfettamente al centro dei gradi dei Gemelli con il Sole in Acquario".
Ah, e poi, fondamentale, con lui è tornato al Quirinale il segno del Leone.
Altri dettagli di similare, vitale, importanza, qui.
P.S. avevate ragione voi che dubitavate della fine del silvio: l'ha invitato al Quirinale. E quindi il presidente della Repubblica d'ora in poi io lo chiamerò per nome, senza la maiuscola: il sergio
ari P.S. Toni De Marchi, giornalista del il Fatto Quotidiano, ha chiesto al sergio di rinunciare alle Frecce tricolori e risparmiamre così 200mila euro; staremo a vedere ma dubito assai
P.S. avevate ragione voi che dubitavate della fine del silvio: l'ha invitato al Quirinale. E quindi il presidente della Repubblica d'ora in poi io lo chiamerò per nome, senza la maiuscola: il sergio
ari P.S. Toni De Marchi, giornalista del il Fatto Quotidiano, ha chiesto al sergio di rinunciare alle Frecce tricolori e risparmiamre così 200mila euro; staremo a vedere ma dubito assai
lunedì 2 febbraio 2015
Il silvio l'ha presa in quel posto
Venerdì scorso Polisblog scriveva:
Sta a vedere che Matteo Renzi, “golden-boy” della politica italiana, con una fava riesce a prendere due piccioni, anzi tre.
In un sol colpo, il “rottamatore” può centrare tre grandi obiettivi: portare al Colle un amico non ingombrante ma dalla schiena dritta come Mattarella, mettere in riga le minoranze del Pd incollando i cocci di un partito sempre sul punto di implodere, puntare (anche) alle elezioni anticipate dopo aver – udite! udite! – fatto a pezzi il patto del Nazareno, mettendo in liquidazione Berlusconi.
E Renzi ce l'ha fatta.
Chapeau.
Sta a vedere che Matteo Renzi, “golden-boy” della politica italiana, con una fava riesce a prendere due piccioni, anzi tre.
In un sol colpo, il “rottamatore” può centrare tre grandi obiettivi: portare al Colle un amico non ingombrante ma dalla schiena dritta come Mattarella, mettere in riga le minoranze del Pd incollando i cocci di un partito sempre sul punto di implodere, puntare (anche) alle elezioni anticipate dopo aver – udite! udite! – fatto a pezzi il patto del Nazareno, mettendo in liquidazione Berlusconi.
E Renzi ce l'ha fatta.
Chapeau.
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