Per i santommaso di turno, ecco il video della nuova disciplina, protagonisti Luna (la mucca) e Regina (la muccallerizza).
lunedì 11 aprile 2011
Nuovo sport
Per i tipi (e che tipi!) di Essential News è stata pubblicata una notizia che si stenta a credere: anche le mucche fanno equitazione, pardon, bovitazione.
Per i santommaso di turno, ecco il video della nuova disciplina, protagonisti Luna (la mucca) e Regina (la muccallerizza).
Per i santommaso di turno, ecco il video della nuova disciplina, protagonisti Luna (la mucca) e Regina (la muccallerizza).
venerdì 8 aprile 2011
Per un iPad persa la cappa
Cesare Geronzi si è dimesso dalla presidenza di Generali.
E a noi che ce ne frega?
In teoria, niente.
In pratica, forse parecchio.
Perché Geronzi è l'uomo che ha portato il silvio in Mediobanca, salotto buono della finanza italiana, dove si decidono le sorti dell'economia di tutto il Paese. Last but not least, ha anche salvato le aziende del silvio quando stavano inguaiate (leggi sull'orlo del fallimento).
La storia delle dimissioni di Geronzi è interessante: col senno di poi, il primo segnale che i giochi sono fatti e stanno per silurarlo è, IMHO, il rifiuto di Generali di comprare a Geronzi un iPad, lui (3.306.000 di euro di reddito) insiste, protesta e alla fine una nota del CFO precisa che, cito, "l’oggetto richiesto non rientra tra gli appannaggi del Presidente" (bello schiaffone, eh!); a breve parecchi del cda firmano per sfiduciarlo, Geronzi sente l'aria che tira e si dimette prima di venir "licenziato".
Non appena si viene a sapere della sua "partenza", il titolo in Borsa comincia a salire.
Perchè? Perché, dice un report di Kepler CM, “il prezzo delle azioni Generali non dipende dalla qualità delle operazioni o dalla crescita della società (che rimane forte), ma [...] il presidente Cesare Geronzi [...] continua a disturbare il lavoro di un top management molto capace.
Insomma, ha fatto dei bei danni.
Il silvio, nonostante andasse spesso a casa di Geronzi per giocare a bocce, non l'ha salvato.
Perché? Perché non vuole o perché non può (più).
In un'intervista tale onorevole Bruno Tabacci (mi dicono testa fina e con due controcaxxi così), ha detto: "Con Geronzi finisce cappa potere berlusconiana [...] d'ora in poi, per fare operazioni nel nostro Paese non si dovrà più chiedere il permesso a palazzo Chigi".
Cioè i quattrini non gireranno più solo dove/come/a chi decide il silvio.
Fosse vero, sarebbe foriero di nuovi e interessanti scenari nella politica italiana.
Speremm.
E a noi che ce ne frega?
In teoria, niente.
In pratica, forse parecchio.
Perché Geronzi è l'uomo che ha portato il silvio in Mediobanca, salotto buono della finanza italiana, dove si decidono le sorti dell'economia di tutto il Paese. Last but not least, ha anche salvato le aziende del silvio quando stavano inguaiate (leggi sull'orlo del fallimento).
La storia delle dimissioni di Geronzi è interessante: col senno di poi, il primo segnale che i giochi sono fatti e stanno per silurarlo è, IMHO, il rifiuto di Generali di comprare a Geronzi un iPad, lui (3.306.000 di euro di reddito) insiste, protesta e alla fine una nota del CFO precisa che, cito, "l’oggetto richiesto non rientra tra gli appannaggi del Presidente" (bello schiaffone, eh!); a breve parecchi del cda firmano per sfiduciarlo, Geronzi sente l'aria che tira e si dimette prima di venir "licenziato".
Non appena si viene a sapere della sua "partenza", il titolo in Borsa comincia a salire.
Perchè? Perché, dice un report di Kepler CM, “il prezzo delle azioni Generali non dipende dalla qualità delle operazioni o dalla crescita della società (che rimane forte), ma [...] il presidente Cesare Geronzi [...] continua a disturbare il lavoro di un top management molto capace.
Insomma, ha fatto dei bei danni.
Il silvio, nonostante andasse spesso a casa di Geronzi per giocare a bocce, non l'ha salvato.
Perché? Perché non vuole o perché non può (più).
In un'intervista tale onorevole Bruno Tabacci (mi dicono testa fina e con due controcaxxi così), ha detto: "Con Geronzi finisce cappa potere berlusconiana [...] d'ora in poi, per fare operazioni nel nostro Paese non si dovrà più chiedere il permesso a palazzo Chigi".
Cioè i quattrini non gireranno più solo dove/come/a chi decide il silvio.
Fosse vero, sarebbe foriero di nuovi e interessanti scenari nella politica italiana.
Speremm.
giovedì 7 aprile 2011
Tecniche di evasione
Il 31 marzo due colleghi sono andati in pensione.
Brindisi, regalo e discorso di commiato fatti in pari data.
Nella bacheca non ufficiale il giorno dopo è comparso un avviso:
"Amici e Colleghi, festeggiamo i neo pensionati Gino e Pino con una cena venerdì 15 aprile, presso il ristorante XYZ di Milano. Chi vuole partecipare, scriva il suo nome qui sotto."
Nel giro di poco, sono comparse una dozzina di adesioni.
Poi è successa una cosa imprevista: si è aggiunta anche la donna in cOrriera, cosa mai successa prima in quanto lei non è (era?) una che si mischia con la plebe. Sarà che essendo vedova vuole aprirsi nuovi orizzonti, han malignato in parecchi.
Tempo mezz'ora due dei precedenti aderenti si sono cancellati.
Gli altri, neo pensionati compresi, invece stanno discutendo su quale scusa convincente usare per defilarsi all'ultimo minuto.
Scartate, sinora:
non mi parte la macchina
ho perso la patente
mi è venuto il colpo della strega
mi è venuta l'orticaria, è contagiosa
mi si è rotta la dentiera
mi si è allagata la casa, aspetto l'idraulico
è morto il mio vicino di casa.
Il pensatoio è in fibrillazione, manca solo una settimana.
Brindisi, regalo e discorso di commiato fatti in pari data.
Nella bacheca non ufficiale il giorno dopo è comparso un avviso:
"Amici e Colleghi, festeggiamo i neo pensionati Gino e Pino con una cena venerdì 15 aprile, presso il ristorante XYZ di Milano. Chi vuole partecipare, scriva il suo nome qui sotto."
Nel giro di poco, sono comparse una dozzina di adesioni.
Poi è successa una cosa imprevista: si è aggiunta anche la donna in cOrriera, cosa mai successa prima in quanto lei non è (era?) una che si mischia con la plebe. Sarà che essendo vedova vuole aprirsi nuovi orizzonti, han malignato in parecchi.
Tempo mezz'ora due dei precedenti aderenti si sono cancellati.
Gli altri, neo pensionati compresi, invece stanno discutendo su quale scusa convincente usare per defilarsi all'ultimo minuto.
Scartate, sinora:
non mi parte la macchina
ho perso la patente
mi è venuto il colpo della strega
mi è venuta l'orticaria, è contagiosa
mi si è rotta la dentiera
mi si è allagata la casa, aspetto l'idraulico
è morto il mio vicino di casa.
Il pensatoio è in fibrillazione, manca solo una settimana.
mercoledì 6 aprile 2011
Libro
Lei si chiama Elisabetta, ha 27 anni, è vedova e madre di due figli.
Lui si chiama Edoardo, ha 22 anni, è scapolo e re d'Inghilterra.
Quando si incontrano, zot!, colpo di fulmine: si innamorano e si sposano.
Dal loro matrimonio nascono dieci figli, tra cui i due famosissimi Principi della Torre, da lì scomparsi e di cui mai si è saputo con certezza quando e come sono morti.
In estrema sintesi questa è la sinossi del nuovo romanzo di Philippa Gregory, intitolato "La regina della rosa bianca".
Mi è piaciuto così tanto che quasi ho fatto tutta una notte in bianco per finirlo.
E adesso sono in trepidante attesa che vengano tradotti e pubblicati:
The Red Queen
The Lady of the Rivers
The White Princess
ambientati sempre nella stessa epoca, protagoniste altre tre donne: la nemica, la madre e la figlia di Elisabetta (che, con Enrico VII, ha dato vita alla dinastia Tudor, di cui la Gregory ha già ampiamente e benissimamente scritto).
Lui si chiama Edoardo, ha 22 anni, è scapolo e re d'Inghilterra.
Quando si incontrano, zot!, colpo di fulmine: si innamorano e si sposano.
Dal loro matrimonio nascono dieci figli, tra cui i due famosissimi Principi della Torre, da lì scomparsi e di cui mai si è saputo con certezza quando e come sono morti.
In estrema sintesi questa è la sinossi del nuovo romanzo di Philippa Gregory, intitolato "La regina della rosa bianca".
Mi è piaciuto così tanto che quasi ho fatto tutta una notte in bianco per finirlo.
E adesso sono in trepidante attesa che vengano tradotti e pubblicati:
The Red Queen
The Lady of the Rivers
The White Princess
ambientati sempre nella stessa epoca, protagoniste altre tre donne: la nemica, la madre e la figlia di Elisabetta (che, con Enrico VII, ha dato vita alla dinastia Tudor, di cui la Gregory ha già ampiamente e benissimamente scritto).
martedì 5 aprile 2011
Capisci ammè
I modi di dire hanno sempre una loro storia.
Alcuni sono prettamente locali, addirittura limitati a un paese, per esempio a Rivolta d'Adda (CR) si risponde "al preost da Gardela" a chi continua a insistere nel voler sapere chi l'ha detto, chi l'ha deciso, a chi deve rivolgersi, chi comanda. Perché a Gradella non c'è (più) un prevosto, quindi la risposta significa "smettila di far polemica" e/o "ma che cacchio ne so io!".
Altro modo di dire, usato a Milano e in tutto l'hinterland, è "và a fas benedì dal pret da Ratanà".
E’ un invito sorridente a tentare di migliorarsi facendosi benedire da un prete, nella fattispecie quello di Retinate (Vignate), al secolo Giuseppe Gervasini, che operava come guaritore nei primi decenni del Novecento. Secondo la credenza popolare era capace di fare miracoli e si mormorava che curasse le belle donne in maniera del tutto personale (seguiva strizzata d'occhio). Insomma, un personaggio assai discusso che è rimasto nella memoria degli anziani e da loro trasferito alle generazioni successive.
Ce n'è uno usato nel cremasco che mi piace molto: "ahhhh, i pecc da la 'aca murela!," letteralmente significa "ahhhh, le mammelle della mucca morella", razza - dicono - notoriamente munita di lunghissime e pendule appendici, e vuol dire che la faccenda sta andando talmente per le lunghe da enfiare le (eufemismo) orecchie sino a fargli toccare terra.
L’ho detto ieri al mio collega V. che ha il vizio di informare delle cose partendo sempre da Adamo ed Eva, ma non so se ha capito: è marchigiano.
Alcuni sono prettamente locali, addirittura limitati a un paese, per esempio a Rivolta d'Adda (CR) si risponde "al preost da Gardela" a chi continua a insistere nel voler sapere chi l'ha detto, chi l'ha deciso, a chi deve rivolgersi, chi comanda. Perché a Gradella non c'è (più) un prevosto, quindi la risposta significa "smettila di far polemica" e/o "ma che cacchio ne so io!".
Altro modo di dire, usato a Milano e in tutto l'hinterland, è "và a fas benedì dal pret da Ratanà".
E’ un invito sorridente a tentare di migliorarsi facendosi benedire da un prete, nella fattispecie quello di Retinate (Vignate), al secolo Giuseppe Gervasini, che operava come guaritore nei primi decenni del Novecento. Secondo la credenza popolare era capace di fare miracoli e si mormorava che curasse le belle donne in maniera del tutto personale (seguiva strizzata d'occhio). Insomma, un personaggio assai discusso che è rimasto nella memoria degli anziani e da loro trasferito alle generazioni successive.
Ce n'è uno usato nel cremasco che mi piace molto: "ahhhh, i pecc da la 'aca murela!," letteralmente significa "ahhhh, le mammelle della mucca morella", razza - dicono - notoriamente munita di lunghissime e pendule appendici, e vuol dire che la faccenda sta andando talmente per le lunghe da enfiare le (eufemismo) orecchie sino a fargli toccare terra.
L’ho detto ieri al mio collega V. che ha il vizio di informare delle cose partendo sempre da Adamo ed Eva, ma non so se ha capito: è marchigiano.
lunedì 4 aprile 2011
Se son ros(s)e, fioriranno(?)
Dieci milioni di euro è il costo che, al momento, è stato previsto sino al 2012 per il portale Italia.it (sito ufficiale del turismo in Italia).
Dichiara la Brambilla: "Vi confermo che lo considero uno strumento di importanza strategica, volto a favorire – come sapete – l’incontro tra domanda e offerta di prodotti turistici. [...] Il portale ha registrato, tra l’agosto e il dicembre del 2010, rispetto allo stesso periodo del 2009, un incremento medio del traffico del 53,6 per cento e un aumento delle pagine lette del 45,5 per cento".
Però numeri assoluti non ne dà.
Webdetail invece sì e sono da piangere: 3.239 pagine viste al giorno, quando il sito del turismo elvetico ne fa 50.984.
No, dico la Svizzera!, che a parte cioccolato e montagne non ha una cippalippa di turistico.
Anche Google non racconta belle cose: su Italia.it ci vanno gli Italiani, stranieri manco per niente nonostante il sito sia nato proprio per i turisti provenienti dall'estero.
Mi astengo dal commentare l'ultimo video "Magica Italia" del silvio: non c'ho lo stomaco.
Dichiara la Brambilla: "Vi confermo che lo considero uno strumento di importanza strategica, volto a favorire – come sapete – l’incontro tra domanda e offerta di prodotti turistici. [...] Il portale ha registrato, tra l’agosto e il dicembre del 2010, rispetto allo stesso periodo del 2009, un incremento medio del traffico del 53,6 per cento e un aumento delle pagine lette del 45,5 per cento".
Però numeri assoluti non ne dà.
Webdetail invece sì e sono da piangere: 3.239 pagine viste al giorno, quando il sito del turismo elvetico ne fa 50.984.
No, dico la Svizzera!, che a parte cioccolato e montagne non ha una cippalippa di turistico.
Anche Google non racconta belle cose: su Italia.it ci vanno gli Italiani, stranieri manco per niente nonostante il sito sia nato proprio per i turisti provenienti dall'estero.
Mi astengo dal commentare l'ultimo video "Magica Italia" del silvio: non c'ho lo stomaco.
venerdì 1 aprile 2011
Predicar bene, razzolar male
La signora Manuela Marrone è:
- una baby pensionata: riceve 766,37 euro ogni mese dal 1992, anno in cui ha compiuto 39 anni;
- la fondatrice della scuola elementare Bosina che, nella finanziaria 2010, ha ricevuto emolumenti dallo Stato per 800 mila euro;
- la moglie di Umberto Bossi.
Se non ci fosse lo Stato assistenzialista, il reddito di casa Bossi passerebbe da quasi trecentomila euro a zero.
- una baby pensionata: riceve 766,37 euro ogni mese dal 1992, anno in cui ha compiuto 39 anni;
- la fondatrice della scuola elementare Bosina che, nella finanziaria 2010, ha ricevuto emolumenti dallo Stato per 800 mila euro;
- la moglie di Umberto Bossi.
Se non ci fosse lo Stato assistenzialista, il reddito di casa Bossi passerebbe da quasi trecentomila euro a zero.
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