martedì 12 maggio 2015

Sempre l'Inps

L'Inps, non pago di aver cambiato la legge "opzione donna" aumentando, con una propria circolare, di un anno e 4 mesi la data di accesso alla pensione, a dicembre 2014 ha emanato una seconda bella circolare, dove, con la scusa di chiedere un parere al Ministero del lavoro, ha di fatto bloccato le domande di pensione. 
Pardon, messe in in stand by.
Tradotto: invece di dirti no quando chiedi la pensione, vieni parcheggiata in un limbo indefinito.
L'effetto pratico è il seguente: non hai il rifiuto, senza rifiuto non puoi fare ricorso on-line, senza silenzio-rigetto del ricorso on-line non puoi portare l'Inps in tribunale.
Geniale, eh?
Con un bel comunicato sono state stoppate circa 6.000 cause, ché questo è il numero delle donne tagliate fuori dalla prima circolare.
Sì, certo, prima o poi qualcuna li porterà in tribunale per mancata risposta, ma quando? E, soprattutto, in quante saranno disposte a spendere in avvocati sapendo che, molto probabilmente, sarà solo la prima di una serie di cause?

Che stiano prendendo tempo è evidente dalla risposta fornita il 15.04.2015 dal ministro Poletti nella question time, in Parlamento, dove gli si chiedevano, appunto, notizie di opzione donna.
Le sue parole sono state: ”L’ INPS sta raccogliendo le domande e sta monitorando la situazione che di fatto si sta producendo, nella volontà di affrontare questo tema e verificare SE, a fronte delle domande che vengono presentate, si possano produrre le condizioni per risolvere questo nodo, che, come è noto, è pendente da un po’ di tempo”.
Il maiuscolo al "SE" ce l'ho messo io, in quanto mi pare la parola più importante che ha detto.

Io, che chiulo, eh?, avendo fatto domanda prima dello stand by, ho già avuto il rifiuto e il silenzio-rigetto.
Quindi, a febbraio, ho dato mandato all'avvocato ed è stata già stabilita la data dell'udienza, pertanto fra meno di un mese l'Inps dovrà comparire davanti alla giudice del lavoro per spiegare a lei (e a me) com'è che un ente si permette di modificare una legge dello Stato.




lunedì 11 maggio 2015

Venezia? No, grazie

Lo scorso 1° maggio, è arrivata alla Commissione Europea una denuncia formale: Venezia violerebbe gli articoli 12 e 49 dei trattati Ue, per la disparità nei prezzi tra visitatori e residenti. [...] c’è tutta una gamma di servizi che costa molto di più a chi arriva da fuori rispetto a chi vive in città. Dai vaporetti ad alcuni musei, dal wi-fi pubblico alle toilette. Per tutto questo il prezzo è modico se si abita tra le calli, salato se si è solo di passaggio.

Fonte: La Stampa
Che a Venezia i turisti di passaggio diano fastidio non è una novità.
Non ci andasse più nessuno, sarebbe un colpo mortale all'economia cittadina.
Una bella lezione, insomma.

venerdì 8 maggio 2015

Cat cinema

Dopo i bar gattosi, adesso anche i cinema: «Un “cat-cinema” [...] è un luogo dove ci si può rilassare con una tazza di tè, un dolce, un gatto accoccolato sulle ginocchia mentre si guarda un film».
Per riuscire ad aprire un cat-cinema, a Londra è stata lanciata una campagna di raccolta fondi.

Per usare un eufemismo, direi che non la vedo messa benissimo 'sta campagna.

giovedì 7 maggio 2015

Basta

Ore 12:05, sono appena al di qua del cancello aziendale, in attesa del ragazzo della gastronomia.
Arriva un nostro camion, apre col telecomando. 
Appena entrato, dietro si infila un'auto.
Un tizio parcheggia in mezzo al passaggio, apre il baule, toglie due scatole con su il logo della nostra consociata e s'incammina verso l'interno della ditta.
Sopraggiunge il ragazzo della gastronomia: inchioda, abbassa il finestrino, saluta e mi porge il pasto (pollo allo zafferano con porri, e pomodori in insalata).
Ricambio il saluto, gli do il ticket, lo ringrazio, ci ri-salutiamo.
Mi dirigo verso il locale mensa.
A metà strada incontro il tizio, mentre sta tornando indietro, che mi apostrofa così: 
dov'è Roberto?
siamo in pausa pranzo, rispondo senza fermarmi
dove lo posso trovare?, chiede
da nessuna parte, è andato a mangiare, replico continuando a camminare
ma io..., comincia.
Senza dire una parola lo sorpasso e me ne vado.
Ora:
1) i buongiorno non costano niente, come pure i per favore
2) non so chi sei
3) se siamo in pausa pranzo, vuol dire che non siamo disponibili sul posto di lavoro pure se, magari, ci stiamo
4) anche sapessi dov'è Roberto, non te lo direi perché non esiste che uno deve interrompere il pasto a causa di un pirla qualunque che non ha l'intelligenza e l'educazione necessarie per capire che non deve disturbare.

Sono davvero stanca degli arroganti, dei prepotenti, dei villani e degli ignoranti.
Non riesco (voglio) più ad essere accomodante.



mercoledì 6 maggio 2015

Tim, già Telecom

Telecom, diventata Tim, ha deciso, di sua sponte, di cambiare dal 1° maggio i piani tariffari della telefonia fissa.
Agcom le ha inviato una diffida che, oltre a richiedere più trasparenza, mirava a tutelare i circa 1,2 milioni di utenti - in maggioranza anziani - che fanno pochissimo traffico in quanto per questi la bolletta sarebbe passata a 29 € al mese, anziché i 19 € pagati sinora.
Sì, d'accordo nei 10 € in più sono comprese chiamate illimitate, ma quante ne devi fare per spendere quella cifra?
Ovvio che non conviene se non telefoni quasi mai.

Il 30 aprile, Telecom ha così risposto alla diffida di Agcom:
1) saranno eclusi dal cambio tariffario
1.a quelli che non hanno fatto telefonate da ottobre a dicembre 2014 (cioè nessuno)
1.b  i titolari  della "social card" (quanti? 50.000? 100.000? boh, non sono riuscita a trovare un numero)
2) verranno contattati tutti i clienti che erano a 19 € per dirgli che possono continuare allo stesso prezzo (ora, immagino la scena: suona il telefono, la signora Maria, anni 85, risponde e sente una voce dire "salve, è Telecom, volevo informarla che il suo contratto..."; abituata da anni e anni di molestie telemarkettare, la signora Maria dice: no, grazie, non mi interessa, e riappende; oppure, peggio, capisce roma per toma e accetta il nuovo contratto)
3) il diritto di recesso sarà prorogato al 30 giugno (wow, che magnanimità, ben 30 gg di più rispetto a prima).

Per non saper né leggere né scrivere, sabato ho chiamato il 187 e ho chiesto che a mia mamma venga mantenuta la vecchia tariffa di 19 €/mese. L'operatrice AI6xx ha detto che spediranno una lettera con su scritta la conferma. Ah, sempre l'operatrice non sapeva niente della risposta Telecom ad Agcom, a lei hanno detto che era valido quanto deciso in precedenza.

Dulcis in fundo: per tutti, la bolletta diventa mensile, con lauti guadagni per Telecom, pardon Tim, sugli interessi bancari. 


martedì 5 maggio 2015

Germania, un'altra botta

Dalle 15 per i treni merci e dalle 14 di martedì per i servizi passeggeri sino alle 9 del mattino di domenica 10 maggio, i treni in Germania resteranno fermi.
Il sindacato ferrovieri Gdl vuole un aumento del 5% degli stipendi e la riduzione della settimana lavorativa da 39 a 37 ore.
Chissà come sta friggendo la sciura Merkel.


lunedì 4 maggio 2015

Pensa fuori dagli schemi

In una notte temporalesca passi davanti ad una fermata dell'autobus e vedi tre persone in attesa per il bus:
1. una vecchia signora che sembra stia per morire
2. un vecchio amico che una volta ti ha salvato la vita
3. l'uomo o la donna che hai sempre sognato.

A chi scegli di offrire un passaggio, sapendo che puoi caricare solo un passeggero in auto?

Rifletti prima di rispondere. Questo è un dilemma morale/etico che un tempo era effettivamente utilizzato come parte di una domanda di lavoro.

Il candidato che è stato assunto (su 200 candidati) ha  così risposto: "Io darei le chiavi della macchina al mio vecchio amico per fargli portare la vecchia signora in ospedale e resterei ad aspettare l'autobus con l'uomo o la donna dei miei sogni.".
vai con il mouse sopra l'immagine per sapere la miglior soluzione