giovedì 26 settembre 2013

Franza e Spagna ce se magna

L’Italia, come dimostra la lunga fila dei brand Made in Italy finiti in mano straniera e di cui Telecom e Alitalia sono solo l’ultimo atto di una commedia fra farsa e tragedia, ha anche il non invidiabile record del fallimento dei “capitani coraggiosi”, capaci di mettersi in tasca montagne di soldi e di creare montagne di debiti.

Spesso fiore all’occhiello dei partiti e comunque imposti dalla politica, questi “supermanager” saltati da una poltrona dorata all’altra, nella logica del del “ghe pensi mi” hanno desertificato il tessuto industriale e manufatturiero (e non solo) italiano svendendo per un tozzo di pane i nostri gioielli di famiglia.

[...]
Su Telecom [...] la Cgil lancia l’allarme: “E’ la prima volta che un asset strategico per il futuro del Paese è acquisito da un’impresa straniera, senza che ci sia stata una preventiva discussione pubblica sulle ricadute e sugli interessi del Paese e, in assenza di un deciso cambio di passo, quanto avvenuto è destinato a ripetersi fin dalle prossime settimane”.

[Intanto] Pdl e Pd si accapigliano per non perdere un euro della montagna del finanziamento pubblico ai partiti.
(Fonte: Polisblog)

P.S. secondo Franco Bernabè, la (s)vendita è avvenuta a sua insaputa.
Considerando che prende circa 3 milioni di euro l'anno per fare il presidente di Telecom, vien da chiedersi perché glieli diano.

maurobiani.it

mercoledì 25 settembre 2013

Arte casearia

Leggendo del nuovo "Formaggio appena munto", presentato, con grandissimo apprezzamento di grandi e piccini, ad AgriVarese, mi è venuta una botta di nostalgia per quello che mi faceva mio papà, discendente da generazioni di casari (ho uno stato di famiglia risalente al 1800 e rotti in cui il capofamiglia risultava fare già questo mestiere).
C'era solo un problema con mio papà: dovevo prenderlo per stanchezza, cioè martellargli le cosidette per mesi, prima che si mettesse all'opera.
Non posso dargli torto:
- doveva procurarsi il latte non pastorizzato, cioè mettere di mezzo un tot di amici che convincessero un proprietario di vaccheria a fornire, aumma aumma, un paio di litri ancora caldi
- organizzare il ritiro, ad orari precisi
- trovare una farmacia che avesse il caglio
- stare ai fornelli curando la temperatura, termometro sempre in uso
- lavorare, a mano, quello che si solidificava.
Infine, ripulire la cucina da cima a fondo.
Però, alla fine, la formaggella risultante era da leccarsi i baffi.
Chissà se quella di AgriVarese ci assomiglia.
Peccato non averlo saputo per tempo, mi sarebbe piaciuto esserci (e assaggiare).

martedì 24 settembre 2013

Cassazione

Separazione: la relazione via web non è motivo di addebito.
Il caso, su cui la Corte di Cassazione si è così pronunciata, riguardava una donna sposata che aveva intrattenuto una relazione virtuale su internet per due anni. Il marito chiedeva l'addebito della separazione, ma i Giudici lo hanno negato sostenendo che la notevole distanza dei luoghi di residenza dei due amanti virtuali e, ancor più, la mancanza di coinvolgimento fisico della moglie escludevano che la relazione avesse causato il venir meno della c.d. affectio coniugalis e, quindi, la rottura del matrimonio.


Mah, anni fa era ammesso il delitto d'onore, adesso il cornuto virtuale.
Da un estremo all'altro.


lunedì 23 settembre 2013

Bambole moderne

Quando ero bambina mi regalarono un bambolotto, per l'epoca, avanzatissimo: si chiamava Pierino, aveva corti capelli ricci sul biondo rosso, lentiggini e, tirando un anellino nascosto nella schiena, diceva "mamma".
Per la cronaca, Pierino ha parlato poco: nel giro di una settimana l'avevo aperto per capire come funzionava, dopodiché divenne muto per sempre.

Nel tempo la "tecnologia" delle bambole ha fatto passi da gigante (e, in questo caso di cattivo gusto), tant'è che sono in vendita i "Moxie Girlz Poopsy Pets Doll".
Sì, proprio così: bambole con animaletti che, scusate il francesismo, cagano.

Chissà cosa diavolo ne avrebbe detto Freud al riguardo 

venerdì 20 settembre 2013

Una notizia dal futuro

Gennaio 2014, arrestato il latitante Berlusconi detto O’Papi. Era fuggito dai servizi sociali.
Tutto ha inizio dopo la pausa natalizia. Berlusconi martedì 7 non si presenta nella casa di Cura per scontare la conversione della pena ad un anno per frode fiscale, e da quel momento in poi se ne perdono le tracce. Berlusconi aveva manifestato la sua insoddisfazione sin dall’inizio, quando gli fu negata la volontà di essere assegnato come consulente personale e talent scout “testatore” di aspiranti veline, visto che a casa aveva tutto il necessaire per intraprendere questa attività socialmente utile: palo di lap dance, telecamere nascoste, videocorsi tutorial contrassegnati con la dicitura “documentari educativi svedesi”, costume da Boccassini, maschere di vario tipo, manette, lingerie masticabile – anche per celiaci e diabetici – e corde e lacci di vari spessori e gradi di resistenza.

Dopo 24 ore dalla scomparsa e un solo sms mandato al direttore della clinica per anziani, nel quale genericamente avvertiva: “Farò tardi, purtroppo il botulino di qualità c’è solo in Svizzera, cribbio!”, il condannato si dà alla macchia. A quel punto scattano le ricerche e gli investigatori scoprono che quella Svizzera era una falsa pista. Il latitante viene avvistato però nella dimora di altro condannato a pena restrittiva, tale Nicola Cosentino, detto “Pepp 'o Padrin”, ma dopo un breve colloquio, nel quale i due avevano in mente di fondare un partito in Estonia ed espatriare, O’Papi si dilegua nuovamente, lasciando a Cosentino un ingente numero, non ancora precisato, di penne Bic e collant per invadere il mercato dell’est alla anni '80!

I telefoni e i cellulari dei suoi più stretti collaboratori vengono allora messi sotto controllo; ma anche qui gli inquirenti fanno un buco nell’acqua! A parte scoprire che Bondi si veste segretamente da Santanché e la Santanché pure, del fuggitivo nessuna notizia. 

[...]
A questo punto, grazie al collaboratore d’ingiustizia “cacoliaco”, le indagini arrivano ad una svolta: Berlusconi viene trovato dentro l’unico macchinario al mondo “contro l’epilazione” - regalo infelice restituito da Ruby illo tempore - conservato nel villone di Arcore ed archiviato sotto la voce: “Cazzate enormi”. Silvio, dopo esser stato nascosto da Sallusti, aveva fatto ritorno a casa e da lì non si era mai spostato - anche se c’è da dire che aveva utilizzato un lato della dimora disabitato, quello che confina col Veneto!

Al momento dell’arresto non ha opposto resistenza, ha solo iniziato a cantare – accompagnato immancabilmente da Apicella – “nessuno mi può giudicare” di Caterina Caselli!
(Fonte: AgoraVox)

Notizia, invece, attuale:
Roberto Mangosi


giovedì 19 settembre 2013

Frittata all'erba cipollina

Sul balcone, oltre a fiori e piante "di bellezza", ho cinque vasi contenenti:
1) salvia (nata da semenza comprata anni e anni fa, ormai con un tronco legnoso di oltre 1 cm di diametro)
2) menta (varietà chissà-chi-lo-sa, di cui ho ricevuto, in omaggio, un rizoma tempo fa)
3) basilico (ogni anno, in tardo autunno, raccolgo i semi e li pianto in primavera)
4) basilico cannella (la prima piantina l'ho comprata per ben 0,50 € ad una fiera, poi ho seguito la procedura del basilico classico)
5) erba cipollina (anch'essa nata, anni e anni fa, da semenza comprata).

Anche se un po' mi spiace, vado fuori a cogliere qualcosa per cucinare; si salva solo il basilico cannella, perché è il mio cocco.
Quella che subisce i maggiori assalti è l'erba cipollina, buonissima, tritata grossolanamente, nelle insalate (verdi, di pomodori, miste) e nella frittata (anche nelle minestre, messa a fine cottura, però a me la roba in brodo fa schifo, quindi nisba).

Per la frittata la ricetta è questa:
ingredienti per 1 persona
2 uova (fredde di frigo)
1 manciatona di erba cipollina
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale q.b.
olio per ungere
cartaforno
Lavare l'erba cipollina, tritarla (o tagliarla) a pezzettini max di 1/2 cm; in una ciotola mettere solo l'albume dell'uovo e un pizzico di sale, montare a neve; aggiungere poi, mescolando dal basso verso l'alto, i tuorli, l'erba cipollina e il parmigiano.
Rivestire una teglia piccola di cartaforno spennellata con l'olio, versare il tutto e metterlo in forno (già caldo!) sino a che si colorisce (circa 5 minuti, dipende dalla temperatura e dal tipo di forno).
Ne risulta una frittata bella "gonfia" e morbissima.

mercoledì 18 settembre 2013

Celebrazione dell'ego

Grazie a uno speciale scanner, nel grande magazzino (di lusso) Selfridges di Londra, ci si può far "stampare", in 3D, un busto di sé stessi medesimi.
Prezzo: 99 sterline.
Per una statuetta, sempre di sé stessi medesimi, alta 40 cm e in posa a scelta, bisognerà aspettare il 24 ottobre.
Prezzo: non si sa, pare dalle 50 alle 200 sterline.