Spesso fiore all’occhiello dei partiti e comunque imposti dalla politica, questi “supermanager” saltati da una poltrona dorata all’altra, nella logica del del “ghe pensi mi” hanno desertificato il tessuto industriale e manufatturiero (e non solo) italiano svendendo per un tozzo di pane i nostri gioielli di famiglia.
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Su Telecom [...] la Cgil lancia l’allarme: “E’ la prima volta che un asset strategico per il futuro del Paese è acquisito da un’impresa straniera, senza che ci sia stata una preventiva discussione pubblica sulle ricadute e sugli interessi del Paese e, in assenza di un deciso cambio di passo, quanto avvenuto è destinato a ripetersi fin dalle prossime settimane”.
[Intanto] Pdl e Pd si accapigliano per non perdere un euro della montagna del finanziamento pubblico ai partiti.
(Fonte: Polisblog)
P.S. secondo Franco Bernabè, la (s)vendita è avvenuta a sua insaputa.
Considerando che prende circa 3 milioni di euro l'anno per fare il presidente di Telecom, vien da chiedersi perché glieli diano.
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